BIO

RECENSIONI

In un clima carico di attesa si attendeva la difficile prova del Quartetto Avos, ultima formazione finalista a calcare il palco della Sala Tripcovitch […].
Il complesso italo-giapponese mostrava fin da subito grande concentrazione ed uno splendido affiatamento. Il frutto più gustoso dell’inappuntabile coagire dei quattro musicisti era la capacità di generare con insolita naturalezza sonorità amalgamatissime, ampie, corpose, piene di canto, in grado di dispiegarsi come vele al vento e di conferire una dimensione quasi sinfonica tanto al Quartetto op. 47 di Schumann quanto al Quartetto op. 87 di Dvorak. La mirabile capacità di colloquiare ora con accenti delicati ora con vibrante intensità, la comune intenzionalità espressa ed il grado di omogeneizzazione raggiunta erano tali da escludere qualsiasi tentazione “solistica”. I membri del Quartetto Avos sembravano tenersi per mano, in un clima di fiducia e reciproco rispetto. Gli scambi tra le parti avvenivano con un’affettuosità talmente disinvolta ed un’eleganza così garbata che gli strumenti parevano unirsi in un lungo e delicatissimo abbraccio. L’Andante cantabile del Quartetto op. 47 di Schumann […] si dischiudeva così all’ascolto con tenerezza e grazia infinita […].
Le nevrosi romantiche venivano ricondotte anche nei movimenti più brillanti (affrontati sempre con sorprendente nitore tecnico e singolare chiarezza espositiva) ad un equilibrio di olimpicità classica e si tingevano di quel garbo d’eloquio donde discende quella malinconia wertheriana, patologica, metafisica che ha nel concetto di lontananza e del rimembrare la sua causa prima […].


(Luigi Cioffi. Da Archi Magazine Luglio 2009)

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[…]Ha chiuso la serata l’esibizione del Quartetto Avos, che ha suonato il celebre Quartetto in do minore op. 15 di Gabriel Fauré, e bisogna dire che la loro levatura è subito sembrata di caratura superiore: l’Avos suona con un grandissimo insieme ed una grande energia, che si sprigiona dalla somma delle personalità dei suoi membri […] Lunedì 25 l’Avos ha suonato presso il Palazzo del Governo […] eseguendo […]in maniera splendida, il Quartetto in sol minore op. 25 di Brahms. L’impressione del concerto di sabato è stata pienamente confermata: l’Avos rende viva ogni pagina che suona, ed è impossibile annoiarsi ascoltandoli; così ha pensato anche il numeroso pubblico, che li ha a lungo applauditi.


(Club Radio wwww.clubradio.it Recensione del Concerto di Premiazione dell’ 11 Concorso internazionale “Premio Trio di Trieste” )

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Che Bravi!! Che Bravi!! Non mormorava altro il pubblico al termine del concerto del Quartetto Avos che, invitato dalla Sezione AGI.MUS. di Roma, ha tenuto un concerto nel prestigioso Salone Verde di Palazzo Doria Pamphilj, il 5 aprile scorso. Un concerto che ha emozionato, sia per il repertorio proposto sia per l’intensità e la passione che i quattro valenti strumentisti hanno profuso nelle esecuzioni.
Il Quartetto Avos ha dato il meglio di sé: un suono ricco e pastoso, un’accurata lettura, una grandissima intesa per un’interpretazione vibrante ed emozionante; la ricerca – pienamente riuscita – tra l’equilibrio del gruppo e la libertà del singolo. Bravi!


(A Iacolenna. Recensione concerto a Palazzo D. Pamphilj – Aprile 2008)

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…la brillante esecuzione ha reso al concerto patos ed eleganza. Pregevole lo Scherzo e l’Andante cantabile nell’opera di Schumann […] Non ci sono stati primi e secondi attori musicali, l’equilibrio e la precisione esecutiva del concerto hanno premiato tutto l’ensemble…


(Concerto Società Fioravanti – Prato – Novembre 2008)

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Il quartetto […] ha emozionato i presenti con una accurata esecuzione del Quartetto K. 478 di W. A. Mozart e del Klavierquartett op. 25 di J. Brahms. In entrambi i brani, i musicisti hanno evidenziato una solida preparazione tecnica individuale e una notevole fusione d’insieme riuscendo ad evidenziare i caratteri peculiari dei due autori. Nel quartetto di Mozart […] si è apprezzata l’eleganza formale e la brillantezza del suono tipica del compositore viennese; nel Klavierquartett di Brahms sono emerse le sfumature di colori e gli slanci melodici. […] Calorosi applausi e richieste di bis gentilmente concessi dai musicisti.


(Recensione Concerto a Corato – Dicembre 2008)

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…meravigliosa esibizione del Quartetto Avos, che ha incantato il pubblico con suono, fraseggio, musicalità e completa fusione tra i quattro strumenti…

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(golfot v.it – Recensione Concerto a Gaeta – Maggio 2009)

Il Quartetto Avos ha raggiunto una fusione timbrica e un'intesa interpretativa difficile da riscontrare in complessi giovani.

(Amadeus)
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...L’esecuzione del Quartetto Avos ci è parsa semplicemente perfetta: di rado abbiamo ascoltato un’interpretazione così bella di quello che è il centro emozionale del quartetto brahmsiano, cioè il secondo movimento Poco Adagio: la ricchezza di sfumature del pianoforte di Mario Montore, la calda e morbida cavata della bravissima e graziosa Mirei Yamada (violino), il tocco energico e pulito del violoncello di Luca Magariello, il colore pastoso e ramato, da viola romantica, di Diana Bonatesta, hanno reso al meglio il clima tenero e rarefatto di questo incantevole brano musicale, di atmosfera schumanniana: da ricordare il passaggio affidato al contrasto tra gli arpeggi al registro basso del pianoforte e la linea degli archi. Ma l’Avos ci è piaciuto non solo sul versante “espressivo” dell’interpretazione, ma anche per la limpida aderenza all’organizzazione del materiale tematico, la cui architettura ha ricevuto pieno risalto dalla lucida distinzione delle linee strumentali e delle arcate melodiche, efficaci nella resa delle strutture contrappuntistiche dell’insieme. Un’ultima osservazione: qualche severo critico trovò, ai tempi, ‘piatti’ e scialbi’ i temi del quartetto: ammesso che ciò sia vero, l’esecuzione dell’Avos, col suo suono caldo, vivo, avvolgente, ce lo ha fatto dimenticare. Dopo il singolare bis, una trasposizione di temi della Traviata, composta dallo stesso Avos, il pubblico, conquistato dall’interpretazione, ha applaudito a lungo con vero entusiasmo. Una serata da ricordare.

AVOS PIANO QUARTET